Ugo Cerletti è stato una figura di primo piano nel panorama della psichiatria del Novecento. Noto in tutto il mondo e più volte candidato al Nobel, nel 1938 ha legato indissolubilmente il suo nome all'invenzione dell'elettroshock, divenendo così il padre di un metodo fortemente contestato.
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Sulla scorta di un'approfondita ricerca di archivio, il volume svela lati inaspettati della sua vita e della sua opera, in un racconto ricco di tensioni e di contraddizioni di cui il “romanzo dell'elettroshock” rappresenta il sommario: da un lato, l'aspirazione al progresso medico, la ricerca di una strada utile a espugnare la fortezza apparentemente impenetrabile di malattie disperate e fatali; dall'altro, la disumanizzazione della cura e il suo farsi mera questione di apparati tecnici, quando non addirittura violento strumento normativo e repressivo. Ne emerge l'immagine di uno scienziato sospeso fra due epoche, un “positivista convinto” scaraventato nel turbine del Novecento, e una storia che va oltre la biografia del singolo e aiuta a riflettere e a interrogarsi sulle trasformazioni e le interne contraddizioni di quella stessa scienza di cui Cerletti è stato protagonista.
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