Un’analisi puntuale e acuta su un concetto cardine della filosofia di Florenskij: la vita come dono ricevuto. La vita si mostra non si dimostra: da questa profonda esperienza scaturisce il pensiero di Florenskij, che permette di ravvisare nella "Sofia" la bellezza che sostiene tutto il creato.
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La "Sofia" si pone come tratto di unificazione tra sfera visibile e sfera invisibile, cioè creazione nella sua più autentica integralità. Ma se è vero che l’Umanità trova nella creazione la propria coscienza viva, nella stessa Umanità pulsano i battiti della "Sofia", diventando "Sofia" per eccellenza quale trasfigurazione (secondo la cosmologia antica) della sfera celeste nel mondo sublunare. Il rapporto icona-Sofia può essere preso a riferimento del pensiero di Florenskij, dove l’icona è collegata al simbolo e viene letta come trasfigurazione inclusiva del simbolo, divenendo il luogo di una “metafisica concreta” che mutua elementi di realismo. L’essenza della Sofia consiste in un’intersposizione tra Dio e la creazione, facendo in modo che l’amore divino si dilati e si trasmetta attraverso lo spazio-tempo. In questo illuminante piccolo saggio Zaccarelli, da una prospettiva laica e come studioso del pensiero cristiano-orientale, mostra come Florenskij ci indichi la strada per uscire da ogni travaglio manicheo che si fermi al conflitto tra il bene e il male, per cogliere l’esperienza del dono come possibile pienezza di vita. Introduzione di Silvano Tagliagambe.
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