Questo saggio introduce il lettore alla teoria kantiana della pace e la situa nel contesto più ampio della filosofia critica. Approfondisce un aspetto del modello che ha generato da sempre un dibattito acceso tra gli interpreti: la natura e i poteri della confederazione chiamata a superare la condizione eslege delle relazioni internazionali.
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Difendendo l’idea che la sovranità nazionale sia indissolubilmente legata alla piena autonomia degli Stati in materia di uso della forza militare, il saggio propone un’interpretazione e una difesa della confederazione kantiana che, per molti aspetti, si discosta dalla lettura tradizionale. Particolare enfasi è posta sulla problematica coesistenza di due esigenze teoriche contrastanti: da un lato, la costruzione di un modello capace di garantire una pace duratura; dall’altro, la tutela della sovranità degli Stati nazionali, ivi inclusa la libertà di scegliere se fondersi o meno in una Repubblica mondiale, passaggio però considerato da Kant stesso necessario per garantire la pace. Prefazione di Angela Taraborrelli.