Zagabria, primavera 2003. Alla soglia dei trent’anni, Tin ha barattato il suo anticonformismo con una scrivania nella redazione di uno dei maggiori settimanali del paese. La sua ragazza, Sanja, fa l’attrice, e la critica è compatta nel predirle una brillante carriera. Alla vigilia dell’invasione americana dell’Iraq, Tin raccomanda il cugino Boris come corrispondente di guerra.
[...]
Un terribile errore, il primo di molti. Un ritratto ironico di una società paralizzata, travolta dal capitalismo e dalla globalizzazione, tormentata da cambiamenti sociali troppo rapidi, in cui tutti sono “sul campo”, anche se ciascuno a modo suo.