Il 29 maggio del 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, è in programma la finale della Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liverpool. L’autore – allora diciassettenne – e il padre decidono di partire per il Belgio assieme al club dei tifosi bianconeri di Gubbio.
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Una trasferta inizialmente carica di significati sportivi, con un contorno legato ai riti di passaggio che interessano un adolescente prossimo a entrare nel mondo dei “grandi”. A circa un’ora dal fischio d’avvio, però, gli hooligans trasformano il settore Z del fatiscente Heysel nell’inferno destinato a risolversi in una delle tragedie più assurde della storia. Non solo del calcio. Il padre del protagonista prende una decisione: abbandonare gli spalti, allontanarsi da quel luogo dove è impossibile pensare di poter assistere a una partita. È l’inizio di un viaggio di ritorno unico nel suo genere, che segna la formazione del ragazzo e la sua percezione del senso della responsabilità. "Quello che non ricordo" è un memoir fatto di sensazioni, di frammenti indelebili e di tante domande alle quali, anche a distanza di oltre quarant’anni, è difficile dare una risposta.