“Io non sono un intellettuale, io sono un chierico”. Con queste parole nude e vere, “il fabbricante di chiavi”, definisce il suo ritratto intellettuale e morale, restando coerentemente un “fanatico della verità” da cogliere nei suoi “fragmenta”. Occorre guardare attraverso le fessure del pensiero dell’ultimo “chierico”, come amava definirsi lo stesso Manlio Sgalambro.
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Pierfranco Bruni dialoga con Manlio, considerando la filosofia del filosofo siculo come l’attraversamento di un tempo che supera la storia e si riempie di domande. La sua sfida è: vagare tra i frammenti della “decadenza”. I frammenti di pensiero, che Bruni sceglie vogliono aprire alla lettura e alla interpretazione di quel “mondo pessimo” tutto sgalambriano. In questo universo-isola il lettore del saggio può intraprendere un sentiero, nella consapevolezza di essere dinanzi a un pensatore che ha coerentemente rifiutato ogni sistema statico del pensiero. Andrà alla ricerca del “cielo stellato”? O sfiderà il labirinto in cui “marcisce il pensiero”? Immersi nel rumore delle onde greco-sicule, buon viaggio!