La disabilità non è un destino biologico né una mera condizione medica: è una categoria politica prodotta dal capitale. Marta Russell, figura di primo piano nel dibattito critico sulla disabilità, scardina i luoghi comuni del pietismo e dell’assistenzialismo per rivelare la verità strutturale che lega l’esclusione dei corpi “non conformi” alle feroci logiche del mercato del lavoro.
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Attraverso una rigorosa analisi materialista, l’autrice dimostra come il sistema capitalistico utilizzi la disabilità per tracciare il confine tra chi è produttivo e chi non lo è, trasformando il corpo in merce e la disabilità in un’occasione di profitto. Spiazzando gran parte del dibattito sul tema, le tesi di Russell lanciano una sfida radicale al senso comune: la lotta per i diritti delle persone disabili non è una battaglia di nicchia, ma il cuore pulsante della resistenza contro lo sfruttamento globale. Un modo completamente nuovo per pensare la disabilità come questione politica.